La scelta tra analisi tecnica e fondamentale

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La scelta tra due diverse tipologie di approccio all’analisi dei mercati per opzioni binarie dipende in gran parte sia dalla propensione individuale dei trader, sia dallo sviluppo di una tendenza specifica alla lettura dei grafici. Scopriamo come unire le possibilità offerte dell’analisi fondamentale e dell’analisi tecnica per diventare esperti trader partendo dalle basi.

Analisi fondamentale e analisi tecnica sono spesso considerati come due mondi completamente separati nell’attività di trading, ritenendo l’una in completa contrapposizione con l’altra. L’analisi tecnica, infatti, parte dal presupposto secondo il quale tutto ciò che un trader deve sapere per condurre al meglio la propria attività è scritto all’interno dei grafici, che possono di certo essere arricchiti da plugin e strumenti di analisi meccanica quali i bot per opzioni binarie, rimanendo tuttavia circoscritta ai trend rilevati.

L’analisi tecnica è fondata su una fiducia incrollabile in un modello ciclico, secondo cui il mercato presenterà costantemente dei momenti in cui gli indicatori saranno in grado di mostrare la via da seguire, senza necessariamente aprirsi ad altre chances o a possibili errori che, come noto, tendono comunque a non mancare mai in ambiti economici così delicati ed in cui possono essere in gioco importanti somme.

L’approccio all’analisi fondamentale nega decisamente, al contrario, alcuni dei punti fondamentali dell’analisi tecnica, e tende costantemente ad integrare suggerimenti provenienti anche da ambienti esterni agli strumenti grafici, tra cui il verificarsi di importanti eventi politici, innovativi e di mercato, in grado di influenzare i prezzi ed il sentiment del mercato.

Il valore degli asset, per le due tipologie di analisi prese in considerazione, trae quindi origine da situazioni differenti. Nonostante la ciclicità dei mercati sia un fattore interessante e parzialmente veritiero da prendere in oggetto, è risaputo che gli eventi che portano alla formazione di prezzi degli asset non sono sempre simili a se stessi e possono avere per oggetto anche crolli o viceversa imprevedibili ascese dei prezzi, perciò è indispensabile non affidarsi eccessivamente né all’uno né all’altro approccio, pena il finire fossilizzati nella convinzione secondo cui il mercato non sia altro che un “ripetitore” di situazioni già verificate.

Questo può essere particolarmente deleterio nel caso dell’avvento di nuove tecnologie, trend sottolineati dai social network o particolari cambiamenti di gusto degli operatori finanziari e del pubblico. Tali situazioni sono spesso sottolineate da periodi di inversione delle classiche tendenze andate registrandosi fino ad un dato momento, per poi raggiungere nuove posizioni di assestamento durante le quali una innovazione raggiunge la sua massima diffusione nel mercato, trasformandosi quindi in una vera e propria moda che coinvolge spesso intere nazioni e, in ultima istanza, le loro attività di trading.

In particolare, unire i due tipi di analisi può risultare particolarmente conveniente sia nel breve che nel lungo termine, in seguito a fatti e avvenimenti imprevisti che possono avere effetti circoscritti così come duraturi. Supportare il trading con quotazioni ed eventi micro e macroeconomici, assieme all’intuito relativo a ciò che sta accadendo, deve quindi fare capo sia a fattori più formali che alle condizioni finanziarie ed economiche circostanti, in modo da non diventare trader troppo rigidi nelle proprie convinzioni e nell’approccio al mercato.

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